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Spesso capita di associare il ricordo di un viaggio, di un’esperienza vissuta ad un odore o ad un sapore, ma ancor più spesso capita l’esperienza inversa, di sentirci improvvisamente trascinati nel flusso dei ricordi, nel bel mezzo di un pranzo o di una merenda sotto la tacita induzione delle papille gustative.

Ricordo benissimo il giorno in cui, in IV ginnasio, la professoressa di letteratura francese ci lesse il brano, famosissimo, La ricerca del tempo perduto in cui Proust racconta come un giorno,  mentre assaporava una tazza di tè con alcuni dolcetti, le petite madeleine, gli fossero affiorate alcune immagini dell’infanzia…e all’improvviso si fosse ricordato di quando sua zia Leonie lo svegliava, tutte le mattine, offrendogli una tazza di tè con delle madeleine.

A distanza di anni un particolare sapore è capace di risvegliare ricordi, secondo un processo irrazionale incontrollabile (la cosidetta “memoria involontaria”)… a me capitano spessissimo questo tipo di associazioni…e per voi qual’è la vostra piccola madeleine?

Da la Recherche di Marcel Proust:

[…] in una giornata d’inverno, rientrando a casa, mia madre, vedendomi infreddolito, mi propose di prendere, contrariamente alla mia abitudine, un po’ di tè. Rifiutai dapprima, e poi, non so perché, mutai d’avviso. Ella mandò a prendere uno di quei biscotti pienotti e corti chiamati Petites Madeleines, che paiono aver avuto come stampo la valva scanalata d’una conchiglia di San Giacomo. Ed ecco macchinalmente oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione d’un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzetto di Madeleine. Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di biscotto toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di straordinario. Un piacere delizioso m’aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. M’aveva subito resi indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamità, la sua brevità illusoria, nel modo stesso in cui agisce l’amore, colmandomi d’un’essenza preziosa […].

Sentire tutto in tutte le maniere,

vivere tutto da tutti i lati,

essere la stessa cosa in tutti i modi possibili allo stesso tempo

realizzare in sé tutta l’umanità di tutti i momenti

in un solo momento diffuso, profuso, completo e distante.

Fernando Pessoa

Piano piano imparai ad amare le parole col gusto che il musicista ha per i suoni e i timbri, il pittore per i colori e gli impasti, lo scultore per le forme e la pelle della materia; ma in più c’era tutta l’infinita ricchezza semantica, il mondo sconfinato dei pensieri e dei sentimenti che le parole risvegliano e rimettono in moto, che sono capaci di evocare con precisione terribile o vaghezza dolcissima. La parola era infine un tesoro o una bomba.  Ma soprattutto era una camella, qualcosa da rigirare tra lingua e palato con voluttà, a lungo, estraendone fiumi di sapori e delizie.

 

da Il gioco dell’universo. Dialoghi immaginari tra un padre e un figlia, di Dacia Maraini

Sognando Barcellona

“Il mare non sa niente del passato. Sta lì, non ci chiederà mai di spiegargli nulla. Le stelle, la luna, stanno lì, e continuano a illuminarci, brillano per noi. Che cosa vuoi che importi, a loro, quello che è successo?   Ci fanno compagnia e ne sono felici.”

da La Cattedrale del Mare di Ildefonso Falcones

Barcellona ti incanta, ti rilassa, ti stupisce. C’è un angolo per ogni stato d’animo, uno spazio di espressione per ciascuno, indistintamente.  Il mare e il vento ti aprono all’orizzonte, e pare di aprirsi all’infinito.

Ogni angolo parla ed evoca dolori e passioni. I suoi quartieri, le ombreggiate piazzette del barrio gotico, vere oasi di pace, l’intrico di viuzze del Raval, piccola Babele di lingue, religioni e tradizioni. I frammenti del passato, le tombe romane, il vecchio porto, ti ricordano la storica vocazione di questa città,  prima accampamento romano e poi luogo di intensi scambi mercantili.

I promontori, le dolci colline del Montjuic, il più irto Tibidado, dominano la città per proteggerla e riservano meravigliose scoperte.

Voglio tornare spesso in questo paradiso di sapori, profumi, colori e brusii…Barcellona cara, da sempre meta di amanti e giovani avventurieri, metropoli laboriosa e creativa, mi auguro possa conservare a lungo la tua soave allegria e autentica bellezza!

piacere e bellezza

Il piacere per il colore si formò prima che il piacere per la forma: anche l’insetto di ordine inferiore prova piacere per lo splendore del sole, per il fuoco e per gli effetti della luce, per la magnificenza dei fiori di campo.

da Der Stil, di Gottfried Semper

Una foglia striata e una farfalla bianca si scambiano galanterie. La foglia svolava, memore della linfa passata, e la farfalla la seguiva, come un emissario. Idillio e consunzione in un leggiadro vortice.

da I beati anni del castigo di Fleur Jaeggy

Il nostro sviluppo è simile a quello di una farfalla. Noi dobbiamo “morire” e “rinascere”, come l’uovo muore e diventa bruco, il bruco muore e diventa crisalide, la crisalide muore perchè a sua volta possa nascere la farfalla. E’ un lungo processo, e la farfalla vive solo un giorno o due. Ma il disegno cosmico si realizza. La stessa cosa vale anche per l’uomo. Dobbiamo distruggere i nostri involucri protettivi. I bambini non ne hanno; e quindi dobbiamo diventare come dei bambini piccoli.

da Vedute sul mondo reale di George Gurdjieff

Il “quartiere delle Gabbie” era molto peggio di come me lo ero immaginato. Lo conoscevo attraverso alcune fotografie di un fotografo celebre e pensavo di essere preparato alla miseria umana, ma le fotografie chiudono il visibile in un rettangolo. Il visibile senza cornice è sempre un’altra cosa. E poi quel visibile aveva un odore troppo forte. Anzi, molti odori.

Da Notturno indiano di Antonio Tabucchi

Destini…

C’è una certa monotona uniformità nei destini degli uomini. Le nostre esistenze si svolgono secondo leggi antiche e immutabili, secondo una loro cadenza uniforme ed antica. I sogni non si avverano mai, e non appena li vediamo spezzati, comprendiamo ad un tratto che le gioie maggiori della nostra vita sono fuori della realtà. Non appena li vediamo spezzati, ci struggiamo di nostalgia per il tempo che fervevano in noi. La nostra sorte trascorre in questa vicenda di speranza e nostalgie.

Da Le piccole virtù di Natalia Ginsburg